Nel 2001 lanciamo il progetto di costruzione della nuova cantina: vogliamo uno spazio unico nel suo genere, che sappia coniugare il nostro gusto per la tradizione e la nostra vocazione contemporanea, e che contempli spazi adeguati per una vinificazione di eccellenza ma anche per il racconto della storia dell’azienda e del suo territorio.
Immaginiamo un impatto ambientale minimo e giardini che si ispirino alla nostra tradizione.
Vogliamo riservare uno spazio centrale all’apertura del ristorante aziendale – Marennà (Stella Michelin dal 2009) – che punti ad una reinterpretazione contemporanea della cucina tipica irpina e campana.
Per un progetto così complesso e variegato, collaboriamo con professionisti di fama mondiale: il grande Massimo Vignelli, con la moglie Lella, per disegnare tutti gli interni ma, soprattutto, la giapponese Hikaru Mori e il marito Maurizio Zito per progettare la struttura.
Hikaru disegna una cantina dalle linee essenziali, recuperando i fabbricati pre-esistenti e creando spazi di grande impatto sia all’interno sia nei giardini esterni.
Nasce così una delle prime cantine d’autore in Italia, esposta per ben due volte come eccellenza architettonica alla Biennale di Venezia.